Il gatto e le streghe, una poesia

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Il Gatto è un animale speciale. A dirlo non siamo solo noi amanti di questo felino da compagnia, ma una lunga storia di miti e leggende.

Un grande legame esoterico dal punto di vista della mitologia e della religione ha sempre caratterizzato il rapporto tra uomo e Gatto. In tutti i tempi e in tutti i luoghi, i Gatti hanno sempre rappresentato quel meraviglioso anello di congiunzione tra il mondo umano e qualcosa che va verso la trascendenza dello spirito, qualcosa che per noi è invisibile, ma forse per i nostri compagni felini non è poi così celato ai loro sensi. Basta osservare un Gatto, anche il più piccolo e appena nato, per assimilare questa verità.

La magia del Gatto consiste nella straordinaria e sorprendente capacità di affascinare, di farsi amare, di coinvolgere e di “imporsi” nel mondo degli uomini. Il Gatto è il simbolo vivente della bellezza, dell’invincibilità, della meraviglia, dell’orgoglio, della libertà, dell’autosufficienza, della squisita individualità e del godersi le cose piacevoli.

I gatti sono stati adorati e odiati nel corso della loro storia.

Per gli Antichi Egizi il Gatto era un animale sacro.

Per la Chiesa Cattolica, ai tempi dell’Inquisizione, era un animale diabolico, amico delle (cosiddette) streghe e finito sul rogo a milioni (sul libro “All’ombra del Gatto nero” di Marina Alberghini, si parla di otto milioni di gatti uccisi)!

Non conosciamo il nome dell’autrice di questa meravigliosa e potente dedica d’amore al suo gatto.

Personalmente conosco il testo perché mi è stato donato da mia sorella molti anni fa, un regalo prezioso che porto sempre con me.

Senza cercare l’origine, v’invitiamo a immergervi in queste parole magari osservando il vostro Gatto riuscirete a percepire il senso di amore e libertà che ha provato a esprimere…

 

POESIA DI UNA STREGA AL SUO GATTO PRIMA DI ESSERE BRUCIATA SUL ROGO

Per il tuo dolce muso nero domani salirò sul rogo.

Fuggi figlio mio finché ti resta tempo, non indugiare!

Per il cangiante velluto degli occhi tuoi m’attende la pira, fuggi bimbo mio nel bosco oscuro, senza indugio.

Libera l’ombra mia dal dolore di mostrarti il dolore e vola libero e felice verso il salvifico oriente.

Lascia che il volo mio di domani non turbi il sogno tuo e concluda il mio.

Serena Tagliaferro Written by:

Serena Tagliaferro nasce a Roma. Socia e volontaria di molteplici associazioni animaliste, dai primi giorni di vita ad oggi ha avuto con sè l'immensa presenza dei suoi animali: gatti, uccelli, roditori, pesci e tantissime altre specie che le hanno permesso di conoscerli, rispettarli e fondamentalmente a prendersene cura al meglio.

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