Le fusa dei gatti

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Ron ron, prrr prrr, scoppietti, noi amanti dei gatti le chiamiamo in mille modi e stiamo parlando delle fusa!

Da dove viene la definizione fusa? Vi raccontiamo una poetica leggenda.

Una principessa-fata venne un giorno condannata, per salvare il suo amato, a compiere un impresa eccezionale: filare diecimila matasse di lino in 30 giorni. Chiese cosi aiuto ai suoi tre gatti. Notte e giorno lavorarono e riuscirono a portare a termine l’impresa. Come ricompensa ,la principessa, donò loro la facoltà di imitare il suono del fuso (Il fuso è uno strumento che permette di filare a mano) che essi avevano saputo usare con tanta maestria. Ed è da allora che i gatti fanno le fusa.

Un aspetto oggettivamente osservabile in un gatto che fa le fusa è dato dalle vibrazioni del collo e della gola; queste vibrazioni sono anche percettibili all’altezza delle costole e nella parte anteriore dell’addome. L’osservazione delle vibrazioni della gola, detta vibrazione laringea, ha spinto i ricercatori ad attribuire questo brusio alle corde vocali superiori, dette false corde vocali. Appunto il gatto possiede due paia di corde vocali, l’inferiore sarebbe responsabile del miagolio, le superiori sottili e molto corte, produrrebbero tale suono per effetto della pressione dell’aria respirata, formando due piccoli cuscinetti laterali. Questo effetto, che si propaga per risonanza fino alla cassa toracica, spiegherebbe la vibrazione.

Nel 1985 Lea Stogdale e John B.Delack hanno proposto una teoria non lontana da questa ma che fornisce una buona spiegazione alle vibrazioni percepibili all’altezza della zona laringea del gatto e del torace. I muscoli della laringe intervengono a produrre effettivamente il suono ,ma alternandosi al diaframma. La laringe si fermerebbe ogni 35 millisecondi circa, provocando un aumento della pressione; poi si aprirebbe mentre il diaframma andrebbe soggetto a movimenti irregolari.

Quindi le brusche variazione di pressione darebbero vita a vibrazioni della colonna d’aria nei condotti dell’apparato respiratorio; le fusa sarebbero quindi vibrazioni sonore(con frequenze comprese tra i 140 e 200 hertz cicli/secondi). A queste diverse ipotesi si oppone la teoria emodinamica esposta nel 1966 dall’americano Mac Cuistin. Le fuse secondo questo ricercatore sarebbero prodotte dalle pareti della vena caudale.Questa presenta effettivamente un restringimento del tratto che attraversa il diaframma: a questo punto un’accelerazione del flusso sanguigno (prodotta ,per esempio, da una sensazione piacevole) provocherebbe nelle pareti della vena delle vibrazioni, le quali raggiungerebbero i bronchi attraverso il mediastino (regione mediana della cavità toracica)e le vie respiratorie superiori attraverso la trachea.

Fonte
LA GRANDE ENCICLOPEDIA DEL GATTO, DEAGOSTINI N.6

 

 

Serena Tagliaferro Written by:

Serena Tagliaferro nasce a Roma. Socia e volontaria di molteplici associazioni animaliste, dai primi giorni di vita ad oggi ha avuto con sè l'immensa presenza dei suoi animali: gatti, uccelli, roditori, pesci e tantissime altre specie che le hanno permesso di conoscerli, rispettarli e fondamentalmente a prendersene cura al meglio.

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