Muratella, dalla parte giusta

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I primi diritti ai cani e ai gatti randagi sono stati riconosciuti nel 1991, grazie all’entrata in vigore della legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo (L. 14/08/91 n. 281). Fino a questa data, tutti i cani e i gatti accalappiati venivano uccisi dopo tre giorni di detenzione. La stessa legge stabilisce che le autorità locali, Comuni e Asl, sono i responsabili della gestione del randagismo e che i soggetti prioritari cui concedere le convenzioni per la gestione dei canili sono le associazioni di protezione degli animali.

A Muratella, oltre agli operatori impegnati nelle pulizie quotidiane dei box  e nella distribuzione del cibo, sono presenti terapisti che aiutano i veterinari nella somministrazione del cibo, rieducatori impegnati nel difficile e lungo lavoro di recupero dei cani difficili e nelle  prove di compatibilità tra animali nel quotidiano lavoro di

inserimento nelle gabbie dei “nuovi” cani che entrano. E ci sono i volontari che si dedicano agli animali, a farli giocare, a spazzolarli, a far loro compagnia.

Proprio di loro oggi vi vogliamo parlare. Da Gennaio fino ad oggi volontari e lavoratori sono in continua lotta con le amministrazioni comunali che a seguito della decisione di chiudere le strutture dei canili di Muratella e Vitinia con il conseguente trasferimento degli animali in strutture private .

Tutto questo in attesa del bando di gara europeo, che possa finalmente interrompere quella catena clientelare che in questa città coinvolge perfino il business degli animali.

L’amministrazione aveva chiesto a 17 associazioni animaliste iscritte all’albo regionale di manifestare la proprio intenzione di gestire i canili di Muratella e Ex Cinodromo per il periodo 1° Maggio – 30 Settembre.

Nessun associazione si è dichiarata disponibile ad accettare l’offerta.

Ma ecco cosa succede il 29 Aprile: il Direttore del Dipartimento Ambiente del Comune di Roma Pasquale Libero Pelusi ha organizzato il trasferimento coatto degli ultimi 38 cani presenti nella struttura ExCinodromo con la Polizia di Roma Capitale e la ditta di trasporto privato Liasa.

I cani sono stati caricati sui mezzi e sono rimasto per più di 30 minuti all’interno dei furgoni a spasso per Roma.

Davanti alle proteste e l’indignazione dei volontari, Pelusi blocca l’operazione a patto che siano accettate le condizioni da lui proposte cioè dell’accettazione di una delle Associazioni presenti a gestire i canili Muratella ed Ex-cinodromo alle cifre da macelleria sociale. Incredibilmente l’ associazione Impronta accetta e gestirà i canili comunali in affidamento diretto con un modestissimo numero di lavoratori, precarizzati e sfruttati e sarà coadiuvata nel resto dell’organizzazione del servizio dalle altre Associazioni ( Cucciolissimi, FederFida FIDA, 6 orme, Angeli a quattro zampe, Pet Village, Amici di fido e Il giardino delle speridi) che presteranno lavoro gratuito.

Ci chiediamo e si chiedono soprattutto i volontari e lavoratori della Muratella chi sarà a farne le spese, che forti e determinati non sono rimasti li a guardare.

DOMENICA PRIMO MAGGIO, ultimo giorno di lavoro dei lavoratori dei canili comunali.

Immaginiamo i loro animi , pensando ai 3000 cani accolti entrati in canile feriti, maltrattati, abbandonati a cui hanno ridato vita e dignità. Lavoro..si ! Ma soprattutto la loro vita, il loro credo.

In questa giornata Paolo Tarantino, responsabile dell’associazione Impronta onlus, annuncia che da oggi i canili saranno gestiti dalla sua associazione e che non saranno riassorbiti i lavoratori già presenti nel canile, accetterà dunque le condizioni proposte dal Comune (condizioni che non garantiranno benessere e salute degli animali presenti nella struttura) per sua stessa ammissione: “sono stato ricattato dal comune di roma, o accettavo le condizioni del comune o lo stesso avrebbe deportato i cani dell’ex cinodromo.” Ed è cosi che Tarantino si presenta in canile il primo maggio con 10 volontari pretendendo di accudire 600 cani e 50 gatti ha dell’incredibile.

Rendendosi conto di non poter gestire alcunché con 10 volontarie, ha offerto tramite il suo avvocato, 30 posti di lavoro giornalieri a quel punto gli operatori si sono ripresi il loro lavoro e hanno mantenuto la loro promessa di non abbandonare gli animali.

Le scelte dell’Amministrazione si sono mostrate inadeguate ed hanno messo in pericolo la vita degli animali. Di fronte all’interruzione di pubblico servizio i lavoratore ed i volontari hanno i ripristinato la legittimità di un servizio fondamentale per la città. Il canile comunale e i suoi operatori sono una ricchezza per Roma che va valorizzata e non cancellata.

I lavoratori e le lavoratrici dei canili comunali a partire dal Primo Maggio stanno praticando la completa autogestione del servizio. Roma Capitale non riesce a trovare soluzioni adeguate alla tutela dei lavoratori e del benessere animale.

Il progetto del Dipartimento ambiente e di tutta la giunta commissariale è di smantellare il servizio e sostituire il lavoro salariato con il lavoro volontario con un impoverimento generale per la città di Roma con il licenziamento dei 93 operatori e l’impossibilità di garantire un livello di tutela dignitoso per gli animali ospitati nella struttura.

Fino ad oggi i lavoratori del abbiamo hanno fermato i piani dell’amministrazione ma da soli non possono farcela, per questo motivo invitiamo tutti e ad indignarsi e combattere questa causa insieme a loro partecipando alle loro Campagne perché riguarda tutti, tutti quelli che vogliono stare dalla parte giusta!

https://www.facebook.com/Io-Me- Ne-Occupo- 949182238512534/

Serena Tagliaferro Written by:

Serena Tagliaferro nasce a Roma. Socia e volontaria di molteplici associazioni animaliste, dai primi giorni di vita ad oggi ha avuto con sè l'immensa presenza dei suoi animali: gatti, uccelli, roditori, pesci e tantissime altre specie che le hanno permesso di conoscerli, rispettarli e fondamentalmente a prendersene cura al meglio.

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