I Pesci rossi

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Carassius auratus….

I pesci rossi non vanno allevati nè nelle bocce, nè in acquarietti troppo piccoli, sono pesci che arrivano in pochi anni a superare i 30 cm di lunghezza, per 2-3 kg di peso (sì, avete letto bene: chilogrammi).

Inoltre i pesci rossi sono creature sociali, che amano vivere in compagnia dei propri simili, amano fare lunghe nuotate tranquille, amano curiosare nel loro ambiente, amano esplorarne ogni anfratto.

I carassius sono tra i pesci più longevi che esistono: possono vivere tranquillamente 20-30 anni, alcuni esemplari anche di più (ci sono carassius “vecchietti” di 50 anni ancora vivi e vegeti!!!).

I pesci rossi, per vivere bene e a lungo, hanno bisogno di un acquario vero e proprio, e bello grande, non di una boccia.

prContrariamente a quanto si pensa, il pesce rosso è un animale che ha bisogno del suo spazio. Pertanto, dovete evitare ASSOLUTAMENTE di tenere i vostri pesciolini rossi in bocce e in vaschette di litratura inferiore ai 30 litri. Dunque, vi consigliamo di acquistare un acquario di almeno 100/120 litri, che andrà bene per massimo due pesci. Quando saranno cresciuti, necessiteranno di un acquario ancora più grande.

I pesci rossi, essendo d’acqua fredda, non hanno bisogno di temperature eccessivamente alte.

Tuttavia, si consiglia l’uso di un piccolo riscaldatore se la temperatura dell’acqua dovesse scendere sotto i 12°: si stima che le temperature ideali siano tra i 18° e i 24°. Un piccolo riscaldatore può garantire la costanza della temperatura e farà in modo che i pesciolini non subiscano sbalzi di temperatura dannosi.

L’acquario deve essere dotato di un filtro biologico che deve essere molto efficiente, visto che i pesci rossi producono moltissimi escrementi. Per far vivere bene i vostri pesciolini il cambio dell’acqua e la pulizia sono fondamentali. In una vasca grande l’acqua dovete cambiarla due volte al mese, e dovete sostituirne il 20% (il 10% se la cambiate una volta a settimana, magari in una vaschetta più piccola).

Dovete pulire bene tutto l’arredamento con una spugnetta, senza sapone, e non spostate il pesce, che si adatta perfettamente alla sostituzione dell’acqua e alla pulizia ma rimarrebbe traumatizzato da uno spostamento.

L’acqua del vostro rubinetto va bene: non ci sono particolari problematiche in tal senso, in quanto l’acqua dovrà essere solo trattata adeguatamente con un biocondizionatore, che rimuoverà i metalli pesanti e proteggerà le mucose dei pesci. Per il resto il nostro ospite vivrà bene con valori del tipo:

ph 7-8

gh 10-15

kh 9-12

no2 ovviamente assenti

no3 inferiori a 25 mg/lt.

Eccoci arrivati all’alimentazione, consiglio pratico: è meglio dare da mangiare 2-3 volte al giorno piuttosto che una sola volta. I pesci devono essere in grado di finire quello che noi gli abbiamo dato nel giro di un paio di minuti, se ci mettono di più stiamo esagerando: i pesci non sono in grado di autoregolarsi e poi il troppo cibo finisce per inquinare l’acqua con tutte le conseguenze del caso.

Buona pratica è cercare di distribuire il cibo su una superficie il più ampia possibile, in modo tale da costringere il nostro amico a una ricerca del cibo stesso in quanto in acquario il pesce rosso, che è abituato a grandi spazi, potrebbe impigrirsi e un po’ di movimento, almeno per la ricerca del cibo, non gli farà di certo male.

Essendo un animale abitudinario meglio rispettare gli in ogni giorno altro suggerimento è fargli rispettare un giorno di riposo e non nutrirlo; questo permette di rilassare un attimo gli organi interni, infatti questi ultimi, nel pesce rosso, sono molto compressi in poco spazio e, se l’intestino si gonfia per il troppo cibo o per altri motivi, preme sulla vescica natatoria e il nostro amico perde l’equilibrio nuotando a pancia all’aria sulla superficie dell’acqua.

Serena Tagliaferro Written by:

Serena Tagliaferro nasce a Roma. Socia e volontaria di molteplici associazioni animaliste, dai primi giorni di vita ad oggi ha avuto con sè l'immensa presenza dei suoi animali: gatti, uccelli, roditori, pesci e tantissime altre specie che le hanno permesso di conoscerli, rispettarli e fondamentalmente a prendersene cura al meglio.

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