Il signor Bongiovanni

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Il signor Bongiovanni si presenta con il solo cognome insieme alla moglie che, mi dice sottovoce, “inizia ad avere problemi con l’alzheimer”. Sono in vacanza nella loro terra d’origine, la Sicilia, con la quale mostrano di avere quel rapporto di amore-odio comune a tutti quelli che sono costretti a cercare la loro vita altrove.

Quando dico che sono in cerca di storie raccontate dagli anziani gli occhi del signor Bongiovanni si animano: il racconto inizia ancora prima che pronunci le prime parole.

“Mi chiedi quale sia il ruolo degli anziani nella società di oggi? Un ruolo fondamentale: all’interno della famiglia gli anziani sostituiscono lo Stato, che si appoggia e sfrutta quei legami che vengono a crearsi naturalmente. Tra nonni e nipoti, ad esempio. Ancora esiste l’attaccamento dei giovani alla famiglia e il bisogno che ne hanno. Ci sono degli aspetti di questo legame che non sono formativi per la società di domani, non spingono verso una corretta evoluzione personale, economica e sociale. In particolare il Sud non riesce a progredire anche per questo motivo: laddove lo Stato non arriva viene sostituito dalla famiglia”.

“L’anziano è una pedina fondamentale di questa società. Spesso non ha una sua autonomia, deve ricorrere a un’assistenza che altrettanto spesso lo mette in gran difficoltà sotto molti aspetti. Lo Stato, le istituzioni, considerano gli anziani come dei tappatori di falle, ma quando una famiglia non ha sostegno cosa si può fare? Dovrebbe essere lo Stato a garantire delle condizioni basilari: una struttura scolastica efficiente; un’assistenza sanitaria completa, ma non a tutti, dico io: se uno ha dei comportamenti che minacciano la sua salute perché deve farsene carico tutta la collettività? Poi ci vuole un’educazione verso i giovani che oggi non esiste: siamo tutti spinti a consumare continuamente mentre ci vorrebbe un ritorno alla programmazione degli investimenti di tempo e di energia, delle cose. I nonni a volte peggiorano questo stato promettendo ai nipoti che un giorno erediteranno tutto e non dovranno faticare”.

Il signor Bongiovanni ha voglia di raccontare ancora: del viaggio dalla Sicilia verso San Donà di Piave.

“Io e mia moglie eravamo insegnanti, non abbiamo avuto difficoltà ad inserirci e trovare un impiego perché al Sud ci laureiamo in molti e all’epoca il Veneto culturalmente era più arretrato di noi. Purtroppo qui in Sicilia manca la capacità di governare il territorio, di gestirlo come si deve: per questo molti di noi se ne vanno. Fu qualche anno più avanti, quando le condizioni culturali del Veneto migliorarono, che qualcuno iniziò a dire che noi che venivamo dal Sud prendevamo i loro posti di lavoro. In quelle zone, durante il boom economico, i giovani rimanevano a casa più a lungo, contribuivano al lavoro che si trovavano in casa, non c’erano molte altre scelte”.

“In generale oggi noi anziani siamo abbandonati a noi stessi. Ci spiegano che non c’è più tempo da dedicarci. C’è poca comunicazione, poca collaborazione, anche per la grande difficoltà economica che stiamo attraversando. Anche per colpa della mia generazione perché molti dei miei coetanei sono andati in pensione dopo quindici o sedici anni di attività lavorativa, gravando così su tutta la collettività. Non c’è comunicazione: prendiamo l’assistenza sanitaria, ad esempio. Il colloquio con i medici è sempre molto difficile, veniamo considerati spesso come numeri. Ma io mi chiedo: non abbiamo anche noi anziani una dignità? Non siamo altro che numeri?”.

La signora Bongiovanni, rimasta silenziosamente in ascolto per quasi tutto il tempo in cui il marito ha raccontato le sue cose – facendo di tanto in tanto un cenno di assenso con il capo – prende timidamente la parola per dire che “a me piaceva ballare” e il viso le si apre in un sorriso dolce e leggermente malinconico: “andavo sempre a ballare, appena potevo. Poi ho smesso quando sono arrivati i figli, per badare alla famiglia”.

 

 

 

 

Elena Biondi Written by:

Elena Biondi, tata da oltre 15 anni, consulente familiare dopo due lauree e due master ha deciso di aprire un'attività dalla radici tutte italiane ma con uno sguardo alle tecnologie europee. Ama molto i punti ma tende a collezionare virgole. Come manager di Non Solo Babysitter, per questo blog, si occuperà con gran piacere di rispondere alle vostre domande e di fornirvi link ed informazioni utili su come trovare la giusta scuola, asilo, attività per i vostri piccoli. Oltre a guidarvi nella scelta della Tata o Colf o Assistente più adatta.

One Comment

  1. Elena Biondi
    7 settembre 2016
    Reply

    Bellissimo e affatto scontato.

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