Bambini iperstimolati? Aiuto!

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Questo articolo non pretende di fare un approfondito studio sociologico sull’argomento, ma si basa sulla mia esperienza e osservazione diretta. Quello che m’interessa e fare una riflessione sul tema per darvi una migliore qualità di vita, per questo il breve excursus è utile a capire meglio cambiamenti e risultati che questi cambiamenti portano.

Se compariamo l’infanzia di un bimbo degli anni 60, degli anni 80 e di oggi salta agli occhi una grande differenza. Il bimbo del 1960 giocava con poche cose, biglie, tappi, costruiva spesso da se i suoi divertimenti, l’antenato dello skateboard, fatto con le sfere dei cuscinetti che si trovavano dal meccanico. Le bimbe emulavano con i giochi, situazioni di vita familiare. Un mondo antico, forse da ridiscutere, per la diversificazione netta dei ruoli, ma che per molti versi dava ai bambini la possibilità di intrattenersi in modo autonomo. Per non parlare dei giochi socializzanti con la palla, con un pezzo di stoffa : nascondino, acchiapparella eccetera.

I bambini del 1980/90, siamo in pieno yuppismo, hanno una notevole varietà di giochi industriali, i primi pc con gli antenati dei videogiochi, la tv con i cartoni animati e cominciano a passare meno tempo all’aria aperta, siamo in pieno riflusso, le famiglie si chiudono,  la società perde dei riferimenti di vita condivisa a favore di una visione che pone l’individuo solo vs gli altri.

Questo assetto io vs gli altri, io in concorrenza con gli altri, che gli adulti vivono oggi in prima persona, viene proiettato sui figli. Il genitore che economicamente può disporre di maggiori mezzi,  a volte iscrive i figli a scuole elitarie, ma soprattutto – e questo lo fa anche il genitore non ricco, con notevoli sacrifici    gli fa frequentare sport, corsi d’inglese, corsi di altre lingue, corsi di musica, a volte anche tutte queste cose messe insieme.

Attenzione, non sto dicendo che offrire queste possibilità di conoscenza e di istruzione sia cattiva in sé. Anzi, sono cose buone. Ma tutte insieme trasformano i nostri bimbi in piccoli adulti, che tra scuola e impegni extrascolastici, non hanno più tempo per giocare in primis ciò che perdono è:

  • Capacità di esercitare un sano riposo, quello che Orazio chiamava “Otium” uno spazio di riposo puro, senza dover fare nulla che abbia una finalità specifica. Un momento per far riposare la mente e il corpo
  • Capacità di gioco collettivo, di creare relazioni tra pari, di costruire la relazione, di accordarsi sul tipo di gioco e del suo sviluppo
  • Capacità di giocare senza materiali, ovvero utilizzare fantasia, un pezzo di carta, una corda, un fazzoletto per inventare storie, saltare, correre, fare squadra ecc.

C’è anche un altro problema oggettivo: il bambino è stressato da tutti questi impegni, finisce i compiti tardi… insomma, il vostro desiderio è quello di prepararlo al mondo, ed è vero che il mondo viaggia a velocità siderale, sia per i cambiamenti che per le professioni che nascono e muoiono con una rapidità mai vista prima, però un bambino ha delle necessità di gioco che sono indispensabili per il suo sviluppo, chiedete a chi si occupa di pedagogia! La sua necessità di gioco inizia dal suo primo respiro, per conoscere se stesso e il mondo e non si ferma più. Noi stessi, se ci pensate bene, abbiamo la stessa necessità di ozio ( facebook docet) di gioco sociale, di inventare qualcosa, una ricetta, andare a ballare, suonare per gioco eccetera.

Consiglio quindi di far esperire al bambino attività diverse, in anni diversi. Non riempite la loro settimana, lasciategli de tempo libero. E per tempo libero non intendo quello del fine settimana o per fare i compiti, intendo proprio del tempo per fare giochi liberi e socializzare al di fuori di ogni finalità di apprendimento specifico tipo: inglese o altre lingue, danza, musica, sport.

Ci sono molti modi per apprendere e per imparare a muoversi nel mondo, non tutte passano attraverso un rapporto docente/discente, molto da bambini, passa attraverso il gioco educativo.

E per approfondire questo concetto ecco il link giusto

Concludendo meno attività e  più gioco, svilupperà abilità, fantasia, vivrà con la giusta leggerezza la sua età. Lasciamo che un bambino abbia spazi vuoti e che impari a gestirli, offrendogli la possibilità di intessere rapporti sociali non finalizzati ad altro che al gioco.

Alla prossima

Susanna Pistone Written by:

Dott. ssa Susanna Pistone http://www.susannapistone.com facebook: Susanna Pistone Pistone

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