Coppie con figli, niente sesso? Aiuto!

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Pensavo fosse un caso, ma statisticamente devo dire di no. Così ho scritto questo articolo. Perché sento che potrebbe essere utile a più di qualcuno.

Ci tengo a sottolineare che non sono assolutamente una sessuologa, ma una consulente familiare e incappo in queste situazioni curando il benessere delle famiglie con cui vengo a contatto, facendo loro domande sul grado di soddisfazione della loro vita di coppia;  10 su 10, quando la coppia litiga e non  funziona, puoi star certo che anche l’intimità non funziona. Spesso è solo un fatto di pianificazione, comunicazione ed emozioni,  lì posso intervenire.

La maggior parte delle coppie dimentica l’intimità e il sesso.  Anche se ci sono le eccezioni. Coppie con figli piccoli che fanno sesso, magari della stessa qualità e quantità di prima di diventare genitori. Ma direi che sono piuttosto rare.

È un tema un po’ scabroso per alcuni.

Noto che la maggior parte delle coppie non ne parla. Si lamenta magari del sugo bruciato, del disordine, del lavoro che toglie le energie, ma non dice mai apertamente :”Noi non facciamo sesso da mesi!”  Pare brutto.

Si tende a non comprendere che è  un serpente che si morde la coda.

Magari sul lavoro sono persone efficientissime, non perdono un colpo. Forse sono anche workaholic, alcuni tendono  a lavorare troppo, per sublimare un bisogno non soddisfatto.

Si arriva a pensare che sia una cosa in più: hai il lavoro, una casa, un figlio, cosa vuoi di più?

I  figli sono ottimi anticoncezionali come la televisione, a volte vogliono stare nel lettone con mamma e papà e non tutti hanno la capacità di “compartimentale” e ricavarsi una nicchia di intimità con i bambini a stretta distanza.

Mi viene sempre in mente lo sketch di Angela Finocchiaro della moglie perfetta lo trovate qui :

perfetta, ma di sesso nemmeno l’ombra.

Quel che mi sento in tutta sincerità di dirvi,  è che ci sono scelte da fare per ritrovarsi.

Le ore sono sempre 24 in un giorno e, considerato il tempo “obbligatorio” dedicato al lavoro e ai figli, i resto va amministrato secondo una tabella di marcia che viaggi verso gli obiettivi comuni.

Una sana attività sessuale fa parte della vita di coppia.

Si certo, ci sono dei periodi in cui ce n’è di più, altri di meno. Ma se negli ultimi due anni ricordate sul calendario i giorni in cui l’avete fatto, come il tipo della barzelletta che esulta perché “Domani lo faccio!” allora direi che c’è qualcosa da resettare. Soprattutto se uno dei due lo dice apertamente all’altro.  All’inizio si accosta con tenerezza, tenta in tanti modi, poi arriva ad ipotizzare un tradimento.

Anche questa notizia non è confortante, il tradimento c’è. Soprattutto da parte dell’uomo, che non ha ormoni compensativi, come la donna dopo la nascita dei pargoli. La maggior parte dei tradimenti maschili avviene proprio nei primi 3 anni di vita del nascituro. Poi, se la compagna/moglie, continua ad essere sorda all’amore, può anche proseguire.

Allora ecco una serie di domande per capire se siete a rischio anche voi!

Quanto tempo dedicate a comunicare tra di voi?

Quanto tempo passate a comunicarvi cose che non siano strettamente funzionali al menage familiare?

Quanto tempo passate a pensare al vostro partner in termini di desiderio e di intimità?

Quanto siete  affettuosi e accoglienti?

Quanto e in che modo, comunicate il vostro desiderio al partner?

Quanto queste parole vi scaldano, portandovi ai fatti o, almeno alla pianificazione di un’azione in questo senso?

Vi dedicate del tempo da soli, senza figli?

Mi rifaccio un po’ all’esperienza con le coppie che seguo, focalizzate spesso sull’efficienza dell’organizzazione familiare e pochissimo    prima del mio intervento – su se stesse come coppia.

Il sesso non è una cosa automatica, come la pancia che cresce in gravidanza o l’allattamento. Il sesso richiede intimità, dolcezza, tempi rilassati. Il sesso comincia nella testa, come immaginazione e si riverbera nei gesti quotidiani.

Giorni fa, ad un amico, arrabbiato nero con la moglie per i ripetuti rifiuti da parte della moglie, anche solo di un abbraccio, ho detto questo. Prova ad immaginare come sta lei, dentro. Come si sente. Non credi che anche lei patisca tutta questa situazione? D’altronde anche tu sei teso, arrabbiato. Quando ti accosti, lei sente solo la tua necessità “fisiologica” e non il sentimento che c’è dietro. Una donna è un radar per questo. L’uomo va dritto al punto. La donna no. Più sente il desiderio impellente, più ha la sensazione  che l’altro voglia “usarla” e basta. Così rifiuta anche il contatto di un solo dito! Siamo d’accordo, non è così, non volete solo sesso. Allora cosa succede?

Quando nasce un bambino, tutta l’attenzione è focalizzata su di lui. Ma chi si occupa della felicità dei genitori? Il massimo è riuscire a tornare a dormire e dedicare del tempo a se stessi.

Ci sono donne che si abbrutiscono, talmente concentrate sul figlio non esistono più come persone distinte, si sentono una “tetta/ciuccio” ambulante. Ora per un periodo questa cosa la capisco, poi bisogna riprendersi. In genere la prima cosa a riattivarsi è la vita sociale, amici e parenti ci vengono a trovare,  compleanni feste, tutto sembra dire che è la vita è ok, apparentemente sembra tutto normale.

Ma la coppia dove è andata a finire?

Tutte le coccole, gli abbracci, i baci e il sesso che c’erano  prima e durante l’attesa?

Entrambi proiettati sul bimbo, con cui a volte purtroppo si ha poco tempo da dedicare e poi?

La prima cosa che mi sento di dire a queste coppie è: datevi degli appuntamenti, si, come quando eravate una coppia senza figli. Cercate di ricominciare da capo, ma con la libertà di parlarvi a cuore aperto di ciò che vi piace e preferite, senza remore. Evitate la fretta. Lo dico ai maschietti, so che a volte si ha proprio dolore fisico se non si liberano certe energie però è meglio questo

Che questo

Ora parlo alle donne … ragazze, se avete scelto il vostro compagno un motivo c’è. So che tutto ora sembra diverso, ma, se riuscite un attimo ad uscire dal loop quotidiano, vi ricorderete anche le belle cose, quelle che vi hanno fatto scegliere chi avete accanto.

E magari potreste passare da questo

che comunque non ha un bell’epilogo,

a questo  

In ogni caso, se cominciate a consapevolizzare che il vostro non è un problema che riguarda lo specifico, ma che come coppia non siete soddisfatti, non riuscite da soli a tornare allo stato che desiderate, sapete dove trovarmi. L’importante è che almeno uno dei due sia consapevole e sufficientemente motivato a chiedere un supporto esterno professionale, soprattutto evidenziando all’altro i vantaggi della cosa e non le colpe che ha.  Anche perché se puntiamo un dito verso l’altro, ricordiamo che gli altri quattro puntano verso di noi.

Susanna Pistone Written by:

Dott. ssa Susanna Pistone http://www.susannapistone.com facebook: Susanna Pistone Pistone

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