Cos’è il Babywearing

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La pratica del portare addosso è antica come lo è la storia dell’uomo, è una pratica naturale per chi mettendo al mondo un bambino ha la necessità di tenerlo protetto e portarlo con se durante i diversi spostamenti, possiamo immaginare le donne delle caverne facendoci aiutare dalle immagini che ci vengono da tribù che nelle loro tradizioni sono rimaste ancora intatte, le donne dopo il parto e dopo essere state sostenute dalle altre donne del villaggio iniziano di nuovo a riaffacciarsi al mondo senza mai staccarsi dal proprio piccolo portandolo addosso con delle pratiche antiche come la loro storia, tramandate dalle mamme, dalle nonne e ancora più indietro, lo fanno da sempre imparano da piccole portando i fratelli e da adulte lo fanno in modo naturale come camminare o mangiare. In Occidente per lungo tempo non abbiamo fatto uso di questa antica tradizione, preferendo altro.

Negli ultimi 30 anni è iniziato il processo di ritorno alle origini, prima i figli dei fiori e poi a macchia di leopardo la pratica del portare è stata reintrodotta, finalmente è stato chiaro il messaggio per cui bambini tenuti in braccio, ascoltati ed assecondati nelle loro esigenze primarie saranno bambini ed adulti più sani, si è capito che la mancanza di contatto crea problemi di sviluppo al bambino attraverso numerose ricerche.

Nel 1981 Rayner Garner ha inventato per la propria moglie la prima fascia ad anello e nel 1985 William Sears (pediatra papà di 8 figli e marito di Martha consulente per l’allattamento) ne ha acquistato i diritti. Fu questo ultimo a coniare la parola moderna Babywearing.

I benefici del Babywearing secondo gli esperti.

Secondo alcuni studi, portare i bambini aiuta a renderli più felici. Il contatto diretto con la mamma e con il papà diminuisce pianti e “capricci”. Inoltre, dalle braccia della mamma è più facile partecipare alla vita quotidiana, il bambino può curiosare e quando gli stimoli risultano troppi può ritirarsi e sentirsi protetto sentendo il battito e l’odore della mamma, non si necessita di movimenti falsi come dondoli e affini, il movimento naturale del camminare della mamma lo tranquillizza in modo spontaneo. Il contatto pelle a pelle consente alla mamma di termoregolare il corpo del proprio bambino specie durante i primi mesi, la cui termoregolazione non è ancora sviluppata in maniera autonoma.

Il bambino può essere sempre portato addosso, per cui in qualsiasi momento della giornata la mamma può dedicarsi alla cura anche degli altri figli, alle diverse faccende in casa e fuori casa, perché le sue braccia sono libere e il neonato è tenuto in sicurezza potendo addormentarsi e alla necessità può essere allattato. La mamma può andare ovunque: in metropolitana, in autobus, a passeggio, ad una mostra, al ristorante, in ogni occasioni speciale il tutto senza l’ingombro del passeggino.

I bambini possono essere portati anche dai papà così da aumentare la loro sintonia e da permettergli un ruolo più attivo dal punto di vista proprio dello sviluppo emotivo.

Gli abbracci che ti permetti con la fascia mentre fai ogni cosa della tua giornata è stato il principio ispiratore che mi ha spinto a produrle prima per le mie amiche, poi conoscenti e così via. La mia produzione (a parte quella dei capi di abbigliamento) è fatta di fasce lunghe rigide, fasce con anelli e mei tai, i tessuti sono di grammatura diversa in base alle necessità del portatore e del bambino, i tessuti sono in cotone organico e le colorazioni dei tessuti o dei filati sono di tipo atossico, il tutto certificato dalle case produttrici dei tessuti (italiani e francesi). Nella linea babywearing realizzo anche cover per coprire durante la stagione fredda o cappotti con inserti da aggiungere per portare davanti o dietro.

Lo stare a contatto rappresenta una stimolazione del proprio senso cinestetico attraverso meccanismi di propriocezione (capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio). E questi sono solo alcuni degli innumerevoli vantaggi. Se il “portare addosso” è la modalità che sentite come vostra o se siete curiosi e volete più informazioni visitate la mia pagina FB.

 (immagine tratta dal sito www.annaemme.it)

Anna Manco Written by:

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